COMPRENSIÓ ESCRITA EN ITALIÀ

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Tv: basta un telecomando per sopravvivere

Critiche, Polemiche, Giudizi impietosi. Sui nostri programmi si dice tutto e il contrario di tutto, Chi ha ragione? Chi cambia canale, cioè il pubblico.

Di Giuliano Zincone

La moglie del presidente Ciampi conosce e onora l'importanza di chiamarsi Franca, (1) Quando dice ai bambini che "la Tv è deficiente", la first lady comunica un concetto molto semplice: guardare le figure del teleschermo lascia poco spazio alla fantasia, i libri, invece, stimolano l'immaginazione. Ciò è indiscutibile, se si da per scontato che l'unica creatività dignitosa sia quella che nasce dal fabbricarsi panorami o personaggi a partire dalle suggestioni della parola scritta. Ma non si può negare che anche le immagini siano capaci di produrre emozioni e fantasie non necessariamente passive .
I risultati dipendono dalla qualità di ciò che si legge o si guarda e dall'ambiente (familiare, scolastico, sociale, politico) che può esaltare o censurare, incoraggiare o reprimere le inclinazioni innovative e/o creative dei pargoli. Non c'è prova, insomma
(2) . Il discorso, allora, può spostarsi sui contenuti delle diverse Tv, sui valori e sulla cultura (omogeneizzata?) che esse veicolano. E qui è utile ricordare qualche fatto.

1) Gli italiani del dopoguerra, ampiamente illetterati, sono passati direttamente alla fruizione delle immagini, saltando la fase del consumo massiccio di libri e giornali. (3) Nelle metropolitane inglesi, per esempio, gli operai leggono. Noi preferiamo "guardare le figure".

2) II consumo di massa, salvo eccezioni, determina un abbassamento del livello culturale dell'offerta (4) Ricordo il Perry Como show, negli anni Cinquanta della mia adolescenza. Mi sembrava pazzesco che la gente si divertisse così. Credevo, sul serio, che gli americani fossero un branco di deficienti. E invece erano semplicemente una "società di massa", dieci o vent'anni prima di noi.

3) Si continua a ripetere che la Tv (specialmente quella di Stato) dovrebbe educare il pubblico, somministrargli trasmissioni "intelligenti e istruttive", invece di corteggiare i gusti più facili. Sì, ma se poi la gente si annoia e cambia canal (5) I Paesi totalitari vicini a noi erano pieni di roba istruttiva, però chi poteva guardava la tanto disprezzata Tv italiana.

4) Ovvio: i palinsesti possono o debbono essere migliorati.(6) Ma, alla fine, il giudizio spetta al pubblico, che decide che cosa significhi la parola "qualità" e che premia o punisce col telecomando. L'elettrodomestico a colori, dicono, "nuoce gravemente alla salute". Se è per questo, nuoce anche il frigorifero, se si beve una caraffa d'acqua ghiacciata. Dice Umberto Eco:(7) Sì, ma perché solo questi ultimi vanno così spesso in tivù a parlar male della tivù?

Tratto da Donna Moderna